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Martedì 21 Ottobre 2003

Testate e testone

La torta dei contributi pubblici all’editoria di partito vale circa 35 milioni di euro all’anno. Questo è l’elenco dei contributi erogati nel 2001:

- ANGELI - Movimento politico Ali - 18.351 euro
- APRILE - Movimento dei comunisti unitari - 126.237 euro
- AREA - Movimento politico Area - 448.017 euro
- AVANTI DELLA DOMENICA - Sdi - 554.771euro
- IL BORGHESE - Movimento Destra di popolo - 864.382 euro
- IL CAMPANILE - Udeur - 206.836 euro
- LA CITTACHE VOGLIAMO - Movimento Andria che vogliamo - 22.139 euro
- CRISTIANO SOCIALI NEWS - Mov. cristiano sociali - 58.193 euro
- LA CRONACA - Mov. Informazione democratica - 834.841 euro
- IL DENARO - Europa mediterranea - 1.152.173 euro
- LA DISCUSSIONE - Cdu - 1.463.555 euro
- IL DUEMILA - Uninione liberali di centro - 177.765 euro
- IL FOGLIO - Convenzione per la Giustizia - 3.674.626 euro
- IL GIORNALE D’ITALIA - Pensionati Uomini vivi - 948.049 euro
- LIBERAZIONE - Rifondazione comunista - 3.408.616 euro
- LINEA - Msi - 883.350 euro
- MILANO METROPOLI - Mov. Milano metropoli - 135.411 euro
- OPINIONE DELLE LIBERTA’ - Mov garanzie e diritti civili - 1.767.916 euro
- LIBERO - Movimento monarchico - 5.050.961 euro
- LA PADANIA - Lega Nord - 4.028.364 euro
- IL PATTO - Patto Segni - 121.690 euro
- LE PEUPLE VALDOTAIN - Uv - 106.247 euro
- IL POPOLO - Ppi - 806.803 euro
- RAGIONI DEL SIOCIALISMO - ragioni del socialismo - 75.717 euro
- LA RINASCITA DELLA SINISTRA - Pdci - 1.001.501 euro
- ROMA - Mov. mediterraneo - 3.055.543 euro
- SECOLO D’ITALIA - An - 3.098.741 euro
- IL SOLE CHE RIDE - verdi - 830.268 euro
- L’UNITA’ - Ds - 6.201.728 euro
- ZUKUNFT IN SUDTIROL - Svp - 222.563 euro

Salta all’occhio che le testate che prendono più soldi sono quelle che vendono in proporzione di meno. Credo che la lista sia abbastanza chiara, dovrebbe perfino essere alla portata di Rolli.

Due ulteriori note:
1) i partiti rappresentati in parlamento sono 15, le testate sovvenzionate sono 30;
2) la “Convenzione per la giustizia” era formata da due (2) persone: Marco Boato e Marcello Pera (adesso magari sono diventati tre).

Detto questo, non mi scandalizzo affatto dei soldi che vanno al Foglio, che è un giornale ben fatto anche se non ne condivido praticamente niente. Si potrebbe osservare che è difficile essere sostenitori del libero mercato e della concorrenza e contemporaneamente farsi sovvenzionare dallo Stato, ma forse è solo una questione di italico stile.

Il punto sostanziale è che la legge è evidentemente sbagliata e da cambiare, ricordatevene la prossima volta che entrate in cabina.

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Commenti su: Testate e testone

Da giornalista che lavora in una testa di partito (partito regolarmente esistente in parlamento) vorrei ricordarti che: tutti i paesi civili hanno giornali di partito, sono il simbolo della libertà di stampa, della possibilità di espressione di ciascuna voce. In alcuni paesi, come in Italia, sono sovvenzionati dallo Stato, vero. E’ chiaro che vendono poco, molte volte non sono concepiti come prodotti ma semplicemente come megafoni dei vari partiti. Non c’è da scandalizzarsi. La legge sarà anche sbagliata e da cambiare, ma i giornali di partito non saranno mai concorrenti del libero mercato. Tu compreresti mai la Padania? Io no, e non comprerei mai neanche Liberazione. Ma ne ho il massimo rispetto. Saluti.

Commento di Nonsolorossi, 21.10.03 09:00

Ops: testa = testata. Ciao ciao…

Commento di Nonsolorossi, 21.10.03 09:02

Ripeto, non ci trovo nulla di male però la legge è sbagliata per svariati motivi. Ricordiamoci che in Italia esiste anche il finanziamento pubblico dei partiti, e queste sovvenzioni ne diventano di fatto una parte (io personalmente sono contro il finanziamento pubblico tout court, non come i radicali che prima provano a indire un referendum abrogativo e poi prendono i soldi per la radio). Poi, con tutta la fantasia possibile, due parlamentari non fanno un partito. Senza considerare che il meccanismo di calcolo del contributo statale è sperequato.

Sul fatto che i giornali di partito non facciano concorrenza alla stampa “normale” non sono così sicuro. Magari vale per la Padania, ma non credo valga per l’Unità o Libero

Commento di Carlo, 21.10.03 09:10

Carlo, la legge è già cambiata. Da due anni. Quella cosa lì non c’è più, giusta o sbagliata che fosse.
C’è una legge che aiuta, credo più o meno con le stesse cifre, le cooperative editoriali. Tra queste - da sempre - ci sono altre testate, tra cui il Manifesto. A questi contributi devi aggiungere tutti gli altri fuori da queste leggi e che vanno a tutti i giornali, compresi quelli grandi e di mercato, sotto forma di sgravi fiscal e detrazioni.

Commento di christian rocca, 21.10.03 09:53

Non è così Christian: la legge in questione (art. 3 della L. 250/90) è ancora in vigore. Semplicemente, con un provvedimento del 2001, è stato reso conveniente per l’editoria di partito trasformarsi in cooperativa al fine di accedere agli ulteriori finanziamenti previsti dalla normativa. Inoltre, le agevolazioni concesse all’editoria di partito riguardano la copertura del 50% di tutti i costi, quelle concesse agli altri giornali (che sono molteplici) sono in genere in forma di contributo in conto interessi su NUOVI progetti di investimento (in sostanza pagano meno interessi sui finanziamenti bancari richiesti a fronte di nuovi investimenti). Non è la stessa cosa, e non capisco perchè la volete far passare come tale.

Commento di Carlo, 21.10.03 11:16

Complimenti Carlo

Confermo e riporto un articolo del Sole del 28 agosto scorso:

Contributi pubblici / Il sistema bipolare non riduce le richieste
Giornali di partito, 35 milioni per 32 testate
La quota maggiore all’Unità con oltre 6 milioni Alla Padania ne spettano 4 - In lizza anche Il Foglio (Convenzione per la giustizia) e Libero (Monarchici)
Luciana Barbetti
Eugenio Bruno

ROMA *c Sembravano scomparsi con la fine della prima Repubblica. Inghiottiti nella crisi dei partiti di massa. Gli organi di stampa dei movimenti politici sono invece più numerosi di prima. Un settore dell’editoria italiana che vive soprattutto di contributi pubblici. Nel 2001 31 testate hanno avuto accesso alle provvidenze previste per i giornali di partito, con un esborso per le casse dello Stato di oltre 35 milioni di euro. Nel ‘92 i beneficiari erano appena 13. Il trend continua: nel 2002 le richieste di fondi presentate al Dipartimento per l’informazione e l’editoria di Palazzo Chigi sono salite a 32. In pratica, le stesse dell’anno precedente più il settimanale , che nel 2001 aveva sospeso le pubblicazioni. L’importo delle provvidenze erogate nel 2002 non è ancora stato determinato: l’istruttoria del Dipartimento terminerà entro la fine dell’anno. Per i pagamenti bisognerà attendere la primavera 2004, ma i beneficiari possono stare tranquilli. In attesa dell’accredito definitivo, avranno diritto a un’anticipazione pari al 50% dell’anno precedente.
I finanziamenti. Tutto ha avuto inizio con la legge 250 del ‘90, che ha portato alla proliferazione delle richieste di contributi. La legge 224 del ‘98 e la Finanziaria 2001 hanno poi introdotto vincoli più stringenti: le nuove regole avrebbero drasticamente ridotto il numero di beneficiari, se non fosse stato introdotto un salvacondotto per le imprese editoriali che, entro il 30 novembre 2001, fossero diventate cooperative. Un escamotage utilizzato da ben 17 giornali su 31, seppure in forme diverse: alcuni hanno trasformato la veste giuridica dell’impresa in cooperativa; altri hanno ceduto la testata a una società cooperativa creata ad hoc. Ma le modifiche proseguono. Il Governo è tornato sulla materia con il Ddl 4163 del 16 luglio 2003 che ritocca i criteri per il calcolo dei contributi. L’esame delle Camere è previsto per settembre.
I beneficiari. La galassia dei giornali “assistiti” si presenta molto variegata. Si va dai 18mila del mensile , collegato al movimento politico Ali dell’ex ministro e deputato Antonio Guidi, agli oltre 6 milioni dell’. Per mantenere il ruolo di organo di partito e, con esso, il finanziamento pubblico, il quotidiano diretto da Furio Colombo è stato riconosciuto dal gruppo parlamentare della Quercia come proprio organo di espressione. Nella lista figurano nomi noti e altri meno noti. I quotidiani di partito tradizionali sono la minoranza. A parte , tra i giornali che non hanno cambiato veste giuridica, ha ricevuto il contributo più sostanzioso: 4.028.364 euro. A seguire il quotidiano di Rifondazione comunista, (3.408.616 ) e quello di An, (3.098.741 ). Fanalino di coda , mensile del Patto Segni, che nel 2001 ha ottenuto dallo Stato meno di 122mila euro. Poco distante il dell’Udeur con circa 206mila euro.
Le cooperative. Circa il 55% dei quotidiani finanziati dallo Stato ha abbracciato la causa del cooperativismo. Nel 2001 di Giuliano Ferrara, organo del movimento Convenzione per la giustizia, ha ricevuto 3.407.390 fino al 30 novembre e 267.236 dopo il cambiamento di forma societaria. Stessa sorte per , meglio conosciuto come : il giornale fondato da Vittorio Feltri ha ottenuto oltre 5 milioni di euro, in qualità di organo di stampa del movimento monarchico italiano. Più staccato (1.767.916 ), diretto da Arturo Diaconale e legato al Movimento delle libertà per le garanzie e i diritti civili. Strada delle cooperative intrapresa anche dai giornali di partito vecchia maniera (883.320 ) del Ms-Fiamma tricolore e del Pdci (1.001.501 ).
Le sorprese. Inaspettata la presenza del : alla storica testata partenopea, collegata al movimento politico Mediterraneo vicino ad An, sono andati oltre tre milioni di euro. A Napoli ha sede un altro giornale che gode dei finanziamenti statali: il quotidiano economico-finanziario (1.152.173 ), espressione del gruppo Europa mediterranea. Rimanendo nel Mezzogiorno, tra i sopravvissuti alla riforma c’è anche , in rappresentanza del movimento . Nel 2001 la testata ha ricevuto poco più di 22mila , l’anno successivo ha cambiato nome () ed è diventato un settimanale. Ma le provvidenze vanno anche al Nord. Lo testimoniano gli oltre 135mila a , legato all’omonimo gruppo.
Le assenze. Il passaggio alla seconda Repubblica è stato fatale per gli organi di stampa del vecchio pentapartito. Sono scomparsi, in momenti diversi, del Psdi, del Pri e del Pli. dopo la liquidazione del ‘97, si è sdoppiato: da un lato il settimanale dello Sdi , dall’altro il quotidiano (ha mantenuto l’apostrofo, ndr) che ha assunto la veste di cooperativa ma non quella di organo di partito. Più lunga la vita del che fino al 2001 ha beneficiato dei contributi statali. Nel 2003 il giornale della vecchia Dc è confluito nel nuovo , il quotidiano della Margherita. Nella lista manca anche , ma in qualche modo era già presente. Nato nel 2002, il quotidiano di Antonio Polito, ha ereditato il ruolo e i fondi delle .
LUCIANA BARBETTI
EUGENIO BRUNO

Commento di Beppe, 21.10.03 18:28

Mi scuso per i titoli dei giornali che non si leggono. Guai del copia e incolla…

Commento di Beppe, 21.10.03 18:30

Se tengo conto della mia nostalgia per i vecchi partiti, e per i loro giornali, per quelle domeniche passate a girar per case ed ad incontrar gente, con quel vecchio compagno operaio o con la compagna dei gatti, la gattara di Via Merulana, che ti raccontavano storie della loro strana vita, segnata dal destino, forse dalla sfortuna, ma degna di essere stata vissuta.
Per quella sensazione di non essere soli a sognare di poter cambiare il mondo, che sentivi quando ti apriva la porta quella ragazza timida che arrossendo ti ringraziava comprando il Giornale od i bambini che gridavano “Papa’ ci sono i compagni dell’Unita’”.
Quanti ricordi legati a quel nome !
E com’era bella la Politica fatta dall’incontrar persone, uomini e donne, storie di gente che non aveva nulla da dire di giusto o d’intelligente, che non aveva soluzioni per il mondo, ma che voleva solo testimoniare che era insieme a te e che non eri solo a pensare, ma c’erano anche loro quella sera in sezione.
Perche’ avevi la sicurezza che la Vittoria era solo questione di essere Uniti !
OK ! Io propongo di raddoppiare il contributo di Stato all’editoria di partito: mi sembrano comunque soldi spesi meglio, che per le idiozie per la banda larga o l’informatica del governo (con la g minuscola) Berlusconi.
Un’ultima citazione per non sembrar solo un nostalgico: ” … l’intelligenza non e’ saper risolvere problemi, l’intelligenza e’ consensualita’! … ” Chi lo disse ?

Commento di Sisso, 21.10.03 18:59

Boh, potrebbe essere Platone ma anche Platinette.

Commento di Carlo, 21.10.03 19:29

Grazie Beppe, l’articolo spiega la cosa molto meglio di quello che avrei potuto fare io.

Commento di Carlo, 21.10.03 22:46

Si chiama Francisco Varela ( questo e’ il suo curriculum http://web.ccr.jussieu.fr/varela/ )e, per dirla ancora da nostalgico, anche se preferisco il termine regressista, che suona po’ meno fascisteggiante, e’ all’altro capo di un sottile filo rosso che unisce engels-freud-matteblanco-thom-varela.
:-)

Commento di Sisso, 22.10.03 09:09

In effetti non sapevo che Vittorio Feltri fosse MONARCHICO….uh..uh, che ridere

Commento di beppe, 22.10.03 09:30

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